Home » web20Tag correlati: web , ajax, javascript, google, facebook, windows, yahoo, opensocial, firefox, microsoft, gui , yui , splinder, java, ie8
giovedì, aprile 02, 2009
Se ti occorre testare un sito su differenti versioni di internet explorer installo side-by-side, forse quello di qui hai bisogno è la Internet Explorer Collectinon, con versioni standalone del famoso browser microsoft dalla versione ie1 alla ie7.
E se non ti fidi della legalità della cosa, puoi sempre avviare ie6, ie7, ie8, chrome, firefox, opera o safari attraverso il virtualizzatore di xenocode.
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tags: web , browser, opera, internet explorer, firefox, testing, safari, virtualizzazione, web20, chrome, guerra dei browser, ie7 , ie8 , desktop virtualization, xenocode, ie5 , ie6
sabato, marzo 28, 2009
Chris Anderson, sul suo blog the long tail, pubblica la lista dei business model più comuni tra le web applications. Come ci si aspetta, ai primi tre posti troviamo:
- Profitti da advertising puro
- Vendita di servizio in abbonamento, con livelli di prezzo diversi
- Referrer programs (== che considererei comunque advertising con pay-per-action)
Interessante notare però che questi ultimi, condividono la terza posizione al pari della vendita di oggetti virtuali (es. doni digitali, accessori per metamondi etc).
venerdì, febbraio 20, 2009
Appena attivato la funzione di commenti attraverso Facebook sul mio blog... vediamo che cosa succede.
Si preannunciano tempi duri per OpenID ;-). Segnalo anche il post su dotcoma sull'argomento.
domenica, gennaio 25, 2009
Oggi ho scoperto che Yahoo! ha creato pochi mesi fa un framework open source in grado di estendere le potenzialità delle applicazioni webbased, per certi versi simile nello scopo Gears di Google.
Browser Plus, questo il nome del framework, si differenzia però da Gears perché nel setup iniziale mancano quelli che sono i componenti più importanti di gears, e cioè la database api (esiste però un componente localstorage), i thread pool ed l'accesso offline ai file.
Sembra, quindi, piuttosto una rivisitazione degli ActiveX fatta nel 2009, con supporto multibrowser e multi-platform ( mac e win per il momento, linux tra poco...).
Rispetto a Gears (che pure aveva delle API per essere esteso, ma per farlo occorre ricompilare il codice ed inserire il proprio "plugin" nel prodotto finale compilato) c'è l'indubbio vantaggio dell'estensibilità; di contro mi pare che per provare le demo mi ha chiesto un po' troppe autorizzazioni per poter essere uno strumento per utenti "basic"
mercoledì, dicembre 03, 2008
Pare che Microsoft parteciperà alla Add-on-Con. Un segnale importante, visto che ci saranno anche Mozilla e Google.
Speriamo che vengano pubblicati i video su youtube: sono davvero curioso di capire come si fa a migrare una estensione da Firefox a Explorer.
lunedì, novembre 10, 2008
Sono disponibili online i video del PDC 2008. Anche questi, assolultamente da vedere.
venerdì, ottobre 17, 2008
MICROSOFT ADOPTS OPEN-SOURCE JQUERY JAVASCRIPT LIBRARY Microsoft Adopts OpenSource jQuery JavaScript Library: Microsoft and Nokia announce support for the open-source jQuery JavaScript library. In addition, Microsoft says it will ship jQuery as part of its Visual Studio tool set. That offering will include jQuery intellisense, snippets, examples and documentation. Microsoft and Nokia join a long list of... Leggi ancora...
Forse è il primo segno di un mondo che cambia, ma Microsoft praticamente decide di costruire integrare la libreria open source JQuery nella prossima service pack di Visual Studio.
domenica, agosto 03, 2008
JSON sta prendendo rapidamente piede come formato di interscambio generico, soprattutto grazie al fatto che con alcune tecniche particolari (ad esempio la codifica JSONP oppure l'utilizzo del window.name di un iframe come trasporto di json cross-domain) si riesce a fare interrogazioni cross-domain.
Molti detrattori del JSON dicono che non è perfettamente generico come l'xml; chi ne tesse le lodi sostiene che è più sintetico dell'xml.
La verità è che esiste un meccanismo abbastanza generico per convertire da XML->JSON (addirittura attraverso un foglio xslt!), il cosiddetto JSONML, e che quando si adotta questa tecnica la dimensione del json è praticamente comparabile a quella dell'xml...
domenica, giugno 29, 2008
Un tempo (1-2 anni fa?) essere "slashdotted" era contemporaneamente sia il maggior bene, che il maggior male di una startup.
In quel momento, però, queste spike di traffico duravano qualche ora e ne risultavano immuni siti che nei fatti già godevano di una certa popolarità.
Oggi, invece, il traffico inaspettato proveniente dai siti di social bookmaring può buttare giù realtà ben più grandi: parola di Theo Schlossnagle.
I rimedi non sono semplici (e saper applicare la ricetta è ciò che distingue un "senior" da un "novizio"):
- Be Alert: build automated systems to detect and pinpoint the cause of these issues quickly (in less than 60 seconds).
- Be Prepared: understand the bottlenecks of your service systemically. Understanding your site inside and out. Contemplate how you would respond if a specific feature or set of features on your site were to get "suddenly popular."
- Perform Triage: understand the importance of the various services that make up your site. If you find yourself in a position to sacrifice one part to ensure continued service of another, you should already know their relative importance and not hesitate in the decision.
- Be Calm: any action that is not analytically driven is a waste of time and energy. be quick, not rash.
martedì, giugno 10, 2008
E' un po' che mi sto interessando ai meandri di facebook, e devo dire che effettivamente queste persone si meritano il successo che hanno avuto: non è insomma una azienda con una semplice idea realizzata con LAMP + un' po' di ajax, e Thrift, un protocollo per la realizzazione di applicazioni interoperabili multilinguaggio e ad alte prestazioni, ne è la prova.
E devo dire che mi ha molto colpito questa frase di introduzione presente nel whitepaper di presentazione della libreria/protocollo, che condivido pienamente:
As Facebook’s traffic and network structure have scaled, the resource demands of many operations on the site (i.e. search, ad selection and delivery, event logging) have presented technical requirements drastically outside the scope of the LAMP framework.
In our implementation of these services, various programming languages have been selected to optimize for the right combination of performance, ease and speed of development, availability of existing libraries, etc. By and large, Facebook’s engineering culture has tended towards choosing the best tools and implementations available over standardizing on any one programming language and begrudgingly accepting its inherent limitations.
martedì, giugno 03, 2008
Ho appena finito di guardare la presentazione di apertura di google I/O, e avevo appena notato la mancanza di Facebook tra i "supporters" di opensocial (occorre andare dopo il minuto 1.10 nel video per sentire parlare di opensocial), ed oggi trovo il perché: è stata appena rilasciata la facebook open platform, che sembrerebbe consentire l'inserimento nel proprio sito web di applicazioni facebook.
venerdì, aprile 04, 2008
E' notizia di ieri che google abbia cominciato a licenziare (in verità sono persone di una compagnina appena acquisita, che non navigava proprio in ottime acque).
Impressionante però è questa frase dell'articolo su fuckedgoogle che riprende la notizia:
In case you aren't a SEO specialist, you might not be aware that mortgage companies accounted for nearly 60 percent of Google's advertising revenue for the last four years. The next quarter is going to be a disaster for Google.
giovedì, aprile 19, 2007
Oggi leggo di questi dati:
- YouTube: solo lo 0,16% dei visitatori partecipa alla creazione di contenuti
- Wikipedia: il 4,6% degli utenti contribuisce all’enciclopedia collettiva
- Flickr: 0,2% dei visitatori pubblica le proprie foto
via mastroblog
Queste percentuali mi meravigliano un poco, perché su Splinder la percentuale di utenti che sottomette contenuto è sensibilmente più alta.
martedì, gennaio 02, 2007
giovedì, settembre 14, 2006
Visione interessante:
"Many marketers are waiting on the sidelines, figuring they'll get into the game after the inevitable crash.
Well, they can stop waiting. The social media bubble isn't going to burst any more than the e-mail or instant messaging bubbles burst. In fact, there is no bubble. Bubbles need an air supply in the form of venture capital and inflated expectations from investors. They also need a payoff. Almost none of that exists in this market."
da http://www.btobonline.com/article.cms?articleId=29202
via dotcoma
mercoledì, maggio 17, 2006
Dopo yahoo, anche google lancia il suo toolkit per la creazione di applicazioni ajax: http://code.google.com/webtoolkit/Rispetto a quello yahoo, sembra essere più completo, dotato di un ambiente di sviluppo basao su java (se fosse così sarebbe il primo toolkit ajax integrabile con l'IDE eclipse), ed addirittura di ambiente di debug. In questo modo google guadagna un certo vantaggio nei confronti delle aziende tradizionali che producono ambienti di sviluppo (MS, IBM, SUN). Più ajax per tutti?
venerdì, marzo 17, 2006
Leggo e rigiro: " Altro che web2.0. E’ la Niu Economi, baby. Un gruppo di stimata bella gente fra cui il co-fondatore di Apple Steve Wozniak ha ottenuto 150 milioni di dollari in una bislacca IPO di una non-società che non ha dipendenti e non si sa ancora cosa farà. Non ci credi, vero? Sembra vero, però." via dotcoma
martedì, marzo 07, 2006
Tutte le moderne applicazioni AJAX, al fine di evitare polling, tendono a mantenere aperta la socket in modo da ricevere un evento appena questo avviene. Purtroppo, facendo questo su un normale server HTTP come Apache 2.0, o un servlet engine come Tomcat, vengono creati tanti thread "dormienti" quante sono le connessioni aperte in un certo momento. Più efficientemente, invece, si può utilizzare un meccanismo a "pool" di thread+eventi. Questo sembra proprio quello che fa Jetty 6.0.
martedì, febbraio 28, 2006
Se è vero, come pare, che typepad è riuscita a raggranellare $12M (su una valutazione di $100M) probabilmente lo s-boom del web2.0 è stato rimandato con successo almeno per un po' (Vedevo, infatti, typepad come l'azienda web2.0 più a rischio tracollo in questo momento).
giovedì, febbraio 23, 2006
Non passa giorno che non si parla di AJAX: in questa recente newsletter: http://www.newsletter.duke.it/linux/insider-290.shtml Si parla dell'avvio del progetto "Open AJAX":
Il progetto, che mira a diffondere il nuovo modello di sviluppo AJAX, sta ora cominciando ad affermarsi sempre più grazie ad IBM che sta guidando questa iniziativa assieme ad altri partner di livello internazionale. Il progetto Open AJAX , pur non disponendo ancora di un proprio sito, è comunque una realtà formalmente sostenuta da BEA, Borland, Dojo Foundation, Eclipse, Laszlo, Mozilla Corporation, Novell, Openwave, Oracle, Red Hat, Yahoo, Zend e Zimbra.
Da una veloce occhiata al blog di openajax trovo già questa interessantissima libreria di widget e controlli javascript (by yahoo) da poter inserire nei propri progetti web, al fine di renderli più facilmente AJAX enabled. Speriamo che questa Yahoo User Interface (YUI)si sviluppi bene ;-)
giovedì, gennaio 12, 2006
In questa pagina: http://allforces.com/2005/04/19/wysiwyg-comes-to-safari-13/E' spiegato come realizzare un editor visuale semplice (cioè senza toolbar, o meglio la toolbar si può aggiungere ma non è specificato in quella pagina). E' possibile, però, editare il contenuto del post, mettere stili e format e accettare le immagini via drag&drop: credo che praticamente basta racchiudere la regione da editare in un <DIV> in cui ci sia l'attributo contentEditable="true", e poi leggere da lì per fare il post. That's all. Per prova metto una area editabile qui giù: --- Qui puoi editare (solo con IE e Safari) ---
Prova Prova Prova Prova Prova Prova
--- Fine zona editabile --- Clicca qui per vedere l'alert con l'HTML generato.UPDATE: stefano73 mi suggerisce un'altra pagina con una versione più completa. Guardare nei commenti
giovedì, dicembre 15, 2005
Pare che Amazon lascierà utilizzare ad altri i propri server al fine di realizzare search engine "custom", utilizzando la stessa forza bruta dei server di amazon:
"Anyone can also use Alexa's servers and processing power to mine its index to discover things - perhaps, to outsource the crawl needed to create a vertical search engine, for example. [...] And there's no licensing fees. [...] One dollar per CPU hour consumed. $1 per gig of storage used. $1 per 50 gigs of data processed. $1 per gig of data uploaded (if you are putting your new service up on their platform). [...] In other words, Alexa and Amazon are turning the index inside out, and offering it as a web service that anyone can mashup to their hearts content. Entrepreneurs can use Alexa's crawl, Alexa's processors, Alexa's server farm....the whole nine yards."
Per il seguito:
lunedì, novembre 28, 2005
Leggo con piacere che finalmente gli editori vedono il futuro su internet e non in e-book et similia: Murdoch: Internet massacrerà la carta stampataQuando se ne accorgeranno anche le società per la gestione dei diritti di autore sarà già troppo tardi.
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